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New Zealand Landscape

Kia Ora, Nuova Zelanda

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Uno sguardo d’insieme sull’economia italiana

L’Italia presenta un’economia industriale molto diversificata, la quale è rappresentata dalle regioni del nord sviluppate a livello industriale, costituite principalmente da imprese private, e dalle regioni del sud più agricole, meno sviluppate, dipendenti dai sussidi pubblici e con un alto tasso di disoccupazione. L’economia italiana è trainata in gran parte da piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, che si dedicano alla produzione di beni di consumo di alta qualità. Inoltre, l’Italia presenta un’economia sommersa non indifferente, stimata pari al 15% del PIL, che si sviluppa specialmente nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e dei servizi. L’Italia ha proceduto a rilento nel mettere in atto riforme strutturali necessarie per la riduzione della corruzione, per riesaminare l’attribuzione dei benefici statali e per incrementare le opportunità di lavoro per i giovani, in particolare per le donne. A breve termine, questi fattori non faranno altro che peggiorare a causa della crisi economia mondiale e, a lungo termine, il tasso di fertilità basso e le politiche sull’immigrazione basate sulle quote metteranno a dura prova l’economia italiana. Il governo italiano ha incontrato enormi difficoltà nel limitare la spesa pubblica. Il debito pubblico italiano, estremamente alto, rimane al di sopra del 115% del PIL e il deficit fiscale – pari solo all’1,5% del PIL nel 2007 – è stato superiore al 5% nel 2009 a causa dell’aumento del costo legato al servizio del debito pubblico. La manovra per il condono fiscale introdotta alla fine del 2009 per rimpatriare i beni non tassati detenuti all’estero ha reso allo stato, come utile netto, un importo superiore ai 135 miliardi di dollari.

Uno sguardo d’insieme sull’economia neozelandese

Negli ultimi vent’anni il governo neozelandese ha trasformato l’economia del Paese da prevalentemente agricola e dipendente dall’accesso agevolato al mercato britannico in un’economia di libero mercato più industrializzata in grado di competere in maniera concorrenziale a livello mondiale. Questa crescita dinamica, nonostante abbia emarginato coloro che si trovavano nella fascia economica più bassa, ha incrementato il reddito reale oltre ad aver ampliato e approfondito le capacità tecnologiche del settore industriale. A parità di potere d’acquisto, il reddito pro capite è aumentato per dieci anni consecutivi fino al 2007, ma è diminuito nel 2008-2009.  La contrazione di debiti per finanziare le spese in consumi ha portato una forte crescita economica nella prima metà del decennio, contribuendo ad alimentare un grande deficit della bilancia dei pagamenti e diventando una vera sfida per gli economisti a capo del Paese. Le pressioni inflazionistiche hanno spinto la banca centrale ad innalzare il tasso d’interesse guida in maniera costante dal gennaio 2004 finché non è arrivato ad essere tra i tassi più alti dei Paesi Membri dell’OCSE nel 2007 e 2008. L’afflusso dei capitali internazionali attratti dai tassi alti ha rafforzato ulteriormente il mercato immobiliare e valutario, pur peggiorando il deficit delle partite correnti. L’economia neozelandese ha subito una recessione prima dell’inizio della crisi finanziaria globale che si è ridotta durante cinque trimestri consecutivi tra il 2008 e il 2009. In linea con le altre banche centrali a livello mondiale, la banca centrale neozelandese ha tagliato in maniera decisa i tassi d’interesse e lo stato ha adottato delle misure fiscali per incentivare l’economia. Nel 2009, l’economia ha registrato una diminuzione dell’1,4% ma è uscita dalla crisi finanziaria alla fine dello stesso anno. Ciò nonostante, i principali settori commerciali rimangono vulnerabili a causa della debole domanda esterna. In futuro, il governo intende innalzare la crescita produttiva e sviluppare le infrastrutture cercando di controllare la spesa pubblica.

Resoconti

Qui di seguito viene riportata una serie di resoconti basati sul mercato delle esportazioni in Italia e in Nuova Zelanda. Cliccare sul nome del file per scaricarlo in formato pdf.

Settore Paese Vari
NZ Wine Industry 2008 Nuova Zelanda Commercio Estero DHL Export Barometer July 2008
Italy Wine Industry 2008 Italy Country Brief 2009 Guide to Exporting
Pitti Imagine 2010 Closing Figures Doing Business in Italy Selecting an Agent/Distributor
European Wine Industry   Step-by-Step Guide to Trade Fairs
Italy F&B Sector    
F&B Sustainability Report May 2011